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E’ passato esattamente un anno dalla presentazione del nuovo modello LITESPEED PINHOTI III, di cui avevamo dato l’annuncio sul ns sito. Con il senno di poi, possiamo dire che ancora una volta il marchio Americano ha fatto decisamente centro. Infatti si è trattato del modello mtb più venduto della gamma Litespeed, ed ha raccolto un’enormità di consensi da parte di tutti i bikers che hanno avuto la fortuna di averlo o testarlo. Non si tratta di una race-machine da xc, ma di un telaio estremamente versatile e “facile”, che correttamente allestito permette di spaziare dal marathon, al trail e fino all’all mountain. Ma ora vi lasciamo alla lettura del test fatto dalla rivista professionale Americana:

Oltre al fatto che Litespeed sia uno dei costruttori di telai in titanio più importanti d’America, si può certamente dire che nel corso di quasi quattro decenni di test di biciclette, quando si tratta di mountain bike in titanio, abbiamo testato più modelli del marchio Litespeed che di qualsiasi altro, e per una buona ragione. Quando si tratta di sviluppare nuovi design e tecnologia per i tubi, nessun altro costruttore di titanio è stato così creativo e prolifico nel corso degli anni. Che si tratti di hardtail, di biciclette full-suspension, di tubi rotondi o multiforma, di tubi standard 3AL/2.5V o più esotici (e costosi) 6Al/4V, Litespeed non ha mai mancato di creatività. E proprio per questo, l’ultima incarnazione della loro mtb hardtail Pinhoti III ne è la prova. 

l carro posteriore corto del Pinhoti III si presta a curvare stretto ad alta velocità.

Tecnologia

Proprio come si trova su altre bici Litespeed, il nome Pinhoti deriva da un singletrack particolarmente impegnativo vicino alla fabbrica Litespeed a Chattanooga-Tennesse. Il lavoro sulla Pinhoti III inizia dal badge in titanio sul canotto di sterzo (non una decalcomania) inciso in diversi colori.
Come di solito in Litespeed, il telaio 3AL/2.5V è lavorato a freddo nella forma, ed utilizza un tubo obliquo sovradimensionato per aiutare a irrigidire la parte anteriore assieme ad un tubo sterzo sovradimensionato. La Pinhoti III  ha una spaziatura del carro posteriore Boost e uno spazio per ospitare pneumatici fino a 3,0 × 27,5 pollici o 2,5 × 29 pollici. Il carro posteriore presenta inoltre un fodero orizzontale asimmetrico ed abbassato, che termina in un nuovo “link” al movimento centrale in titanio lavorato a CNC dal pieno. Un nuovo dettaglio è anche la predisposizione del reggisella telescopico interna al tubo piantone!

La Pinhoti III attinge da quasi quattro decenni di esperienza Litespeed nella progettazione di telai in titanio.

Componenti

A partire da $ 2395 per il solo telaio, non è l’hardtail meno costosa, ma per un telaio in titanio realizzato a mano negli Stati Uniti, è un’ottimo prezzo. Non solo, c’è l’opzione di attingere a moltissime personalizzazioni dal loro listino. La Pinhoti III che abbiamo ricevuto da testare presenta un mix di opzioni e parti di fascia alta. La Pinhoti III testata ha anche poco più di $ 1000 extra per il set di ruote in carbonio Spinergy MXX 30. La bici si presenta quindi con una forcella Fox Factory 34 di escursione pari a 130 mm ed una trasmissione/freni Shimano XT. Ci sono inoltre alcune chicche Race Face come il manubrio in lega Aeffect R35 di larghezza 780 mm, l’attacco manubrio Aeffect 35 da 70 mm ed il reggisella telescopico Aeffect da 125 mm di escursione. 

Il Litespeed Pinhoti III ha impressionato i nostri tester per il suo comfort, la trazione ed una guida straordinariamente fluida.

La prova sul campo

Si ringrazia la stimata rivista americana MTB ACTION per il test e l’articolo, che è possibile leggere in lingua originale a questo link

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